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CRIPTA DI SAN BERNARDINO ALLE OSSA – MILANO

La Chiesa nasconde un ambiente ancora più misterioso e inaccessibile: la Cripta dei confratelli. Infatti, davanti all’altare, si ha una grata che, una volta rimossa, si accede, attraverso uno stretto corridoio, alla Cripta. All’interno della Cripta vediamo delle specie di “sedie” in muratura sulle quali venivano deposti i corpi dei Disciplini. Questi corpi, coperti dal loro saio, venivano messi in posizione seduta e sopra ogni “sedia” veniva collocata una targhetta con il nome della persona. Ogni “sedia” è caratterizzata da un condotto, posto al centro di essa, che aveva il compito di convogliare i liquami organici che i cadaveri avrebbero prodotto in fase di decomposizione e di farli scivolare sul pavimento della Cripta. Il pavimento, realizzato con una lieve pendenza, faceva convogliare il liquame organico verso una specie di pozzetto posto al centro della stanza. Al termine della fase di decomposizione, le ossa dei confraterni venivano lavate. Quest’ambiente prende il nome di putridario e la disgregazione delle carni rappresentava la purificazione dell’anima dalla contaminazione materiale.
Alcuni resti sono stati usati, in tempi più recenti, per studi medici: alcuni teschi appaiono bolliti, una pratica che serviva per staccare bene i tessuti dalle ossa e pulirle, altri crani sono aperti e presentano delle scritte, infine si possono notare delle mandibole fissate con oggetti di ferro o similare.

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