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EX OSPEDALE SAVERIO ALOIGI LUZZI

L’attuale intera area faceva parte di una proprietà più grande, comprendente anche l’ex sanatorio Banti, acquistata da un tal Signor Gastone Pinucci negli anni ’20. È databile circa nello stesso periodo la sistemazione romantica del giardino.

Negli anni ’30 il Consorzio Provinciale Antitubercolare acquistò la zona, cedendola successivamente all’Istituto Nazionale Fascista di previdenza sociale che, in momenti differenti realizzò l’ospedale Luzzi; sappiamo che i primi padiglioni risultavano operativi già dal 1928, mentre il sanatorio Banti diventerà operativo a partire dalla fine degli anni ’30.

L’ex ospedale Saverio Aloigi Luzzi sorge in un posizione panoramica e immersa nel verde delle colline; i suoi numerosi corpi e padiglioni sono dislocati su una superficie di circa trenta ettari. I diversi edifici hanno un’origine temporale e una tipologia architettonica differente. La palazzina d’ingresso è esternamente in armonia con alcune parti della vecchia villa (che si presenta nelle forme di un castello), mentre internamente, per quel che è possibile vedere, è rifinita più modestamente.

Entrambi i centri (Luzzi e Banti) costituivano negli anni ’30 e ‘40 il fulcro più avanzato per la lotta alla tubercolosi e svolsero tale funzione fino agli anni ’70. Dopo la dismissione ospedaliera, alcuni padiglioni del Luzzi sono stati riutilizzati come residenze per gli anziani, centri diurno per portatori di handicap o come comunità per tossicodipendenti, mentre altri sono stati adibiti a centri di salute mentale.

Una volta terminate tali funzioni, le strutture dell’ex ospedale Luzzi sono state utilizzate per far fronte a situazioni di disagio sociale.

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