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VILLA VESPASIANA

In quest’area, prima della costruzione di Villa Vespasiana, già esisteva un’altra villa: fu solo agli inizi del secolo scorso che venne ceduta a un noto avvocato fiorentino, il quale trasformò radicalmente ciò che restava della villa precedente, creando, così, Villa Vespasiana: uno dei migliori esempi di eclettismo revivalista. Nel 1904 la costruzione della nuova villa era ultimata e vedeva fondere insieme i canoni tipici del rococò e del barocco a immagini che interpretano il Medioevo e il Rinascimento, fino ad arrivare allo stile liberty.
La villa, con un superficie interna di 5.700 mq e 6,5 ettari di parco, è dotata di un’infinità di sale: dalla sala adibita per il ricevimento degli ospiti alla sala da ballo, dalla sala della musica a quella adibita al gioco, innumerevoli sale da pranzo e studi, inoltre è dotata di una Cappella privata dedicata a San Giorgio, di un teatro privato, di una biblioteca, delle scuderie, della fattoria e di numerosi altri annessi. Sappiamo che, almeno ben dieci anni prima che l’illuminazione elettrica giungesse nelle abitazioni private, fu installato un impianto autonomo per l’elettricità che serviva per illuminare sia gli ambienti della villa che quelli del parco.
Poco prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, dato il fallimento economico del proprietario, la villa fu venduta al Commendatore e Grande Ufficiale del Regno, Cornelio Peragallo, di origine genovese ma residente a Roma in quanto azionista della Banca Nazionale del Lavoro. Nel periodo tra le due guerre mondiali, la villa conobbe il massimo del suo splendore, diventando il luogo in cui si svolgevano gli avvenimenti più significativi del Paese. Con la morte di Cornelio e l’eredità del figlio, un lento declino della villa era già segnato: era abitata sempre più sporadicamente, fino a rimanere completamente disabitata a partire dagli anni ‘80. Proprio in quel periodo si verificarono i furti più consistenti, tant’è che il proprietario fu costretto a spostare le argenterie e gli oggetti più preziosi in altre residenze; ma al suo interno gli arredamenti di elevatissimo pregio risultano essere ancora presenti e intatti. Con la morte del proprietario, avvenuta una ventina di anni fa, la villa, in vendita alla cifra di dieci milioni di euro, si trova in un completo stato di abbandono e la natura del parco sta prendendo il sopravvento.

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