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BASILICA DI SANT’ANASTASIA – VERONA

La Basilica di Sant’Anastasia sorge nel punto più interno della Verona romana. La prima curiosità riguardante questa Chiesa è che è intitolata al Santo domenicano Pietro Martire ma è conosciuta da tutti col nome di Sant’Anastasia, perché in quel luogo esisteva un antichissimo edificio di culto ariano dedicato ad Anastasia di Sirmio, morta durante le persecuzioni di Diocleziano. Ad oggi si tratta di una delle Chiese con le dimensioni più grandi della città e si compone da tre navate sorrette da dodici colonne in marmo rosso tipico di Verona. La Basilica è un esempio di gotico italiano e fu eretta a partire dal 1290 con il contributo della famiglia che governava la città: gli Scaligeri o Della Scala, anche se fu costruita in differenti fasi. La prima fase riguarda l’epoca degli Scaligeri, i quali riuscirono a concludere solo il portale. Il portale è molto particolare: formato da un’arcata a sesto acuto e diviso in due parti. Le sculture che si trovano appena al di sopra dell’apertura del portale sono attribuite al Maestro di Sant’Anastasia e rappresentano le principali scene della vita di Gesù: la nascita, la vita, la passione e la morte. Fu solo in una seconda fase di lavori, già in epoca di dominio veneziano, che un ricco commerciante di stoffe portò avanti la costruzione e, ancora oggi, è possibile vedere nei contrafforti esterni due rappresentazioni del suo stemma. Tutto il resto della struttura fu affidato nel 1400 a Giovanni da Mattolino e il suo progetto prevedeva una Chiesa interamente coperta con lastre di marmo, quindi dall’aspetto estremamente prezioso. Oggi la Basilica si presenta completamente in mattoni che, invece, secondo il progetto di Mattolino dovevano costituire lo scheletro della struttura.  
Alla sinistra della Chiesa si trova l’entrata del Convento domenicano. Sopra alla porta d’ingresso troviamo l’arca sepolcrale del 1230 di Guglielmo da Castelbarco, un amico dei Della Scala che donò molto denaro sia per la costruzione di questa Chiesa che di un’altra.

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