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CAPPELLA DEI MAGI – FIRENZE

Nel cuore di Palazzo Medici Riccardi si trova la Cappella dei Magi; così chiamata perché gli affreschi alle pareti raffigurano, almeno a primo impatto, la cavalcata dei Magi.
In epoca rinascimentale era abituale che le famiglie benestanti si facessero costruire la propria Cappella privata; ma avere la Cappella all’interno del proprio Palazzo era un qualcosa di molto raro in quanto serviva la dispensa papale. La Cappella ha una funzione encomiastica, trionfale perché evidenzia l’importanza della famiglia stessa. Ha una pianta centrale ed è stata realizzata nel 1459 da Michelozzo Michelozzi; è completamente affrescata e realizzata con marmi pregiati: il marmo bianco di Carrara e il porfido rosso. Il magnifico ciclo di affreschi si sviluppa senza interruzioni ed è stato compiuto da Benozzo Gozzoli, pittore fiorentino e allievo di Beato Angelico, nonché grande artista di mediazione: cioè sintetizza elementi gotici con quelli rinascimentali.
Questo ciclo di affreschi è un’istantanea di un preciso evento storico utilizzato come pretesto per rappresentare un evento politico che diede importanza alla famiglia dei Medici. Infatti nel 1439 arrivarono a Firenze, in occasione di un concilio per riunire la Chiesa latina con quella bizantina, molte personalità illustri dell’epoca. In realtà questo accordo era solo teorico ed era il tentativo dell’Imperatore di Costantinopoli di chiedere un aiuto all’Occidente perché minacciato dai Turchi.  
Entrando nella Cappella e, quindi, alla nostra sinistra, apre il corteo dei Magi, nelle vesti dell’anziano Re Magio Melchiorre, il Patriarca di Costantinopoli, Giuseppe II, il quale viene raffigurato a cavallo di una mula bianca e con un abito rosso. Il secondo Re Magio, raffigurato sulla parete di destra, è il giovane Gaspare che sta cavalcando una mula bianca e indossa un maestoso abito chiaro; costituisce la rappresentazione ideale di Lorenzo il Magnifico. Il terzo Re Magio è Baldassarre che, con una carnagione scura e con un abito verde con dei ricami in oro, altro non è che la raffigurazione dell’Imperatore d’Oriente Giovanni VIII Paleologo. Nel suo triste sguardo si preannuncia il tramonto di Costantinopoli e dell’Impero Romano d’Oriente.
La raffigurazione idealizzata di Lorenzo il Magnifico è posta davanti ai ritratti di famiglia e davanti al corteo di persone che giunsero a Firenze. Sopra a una mula marrone con delle ricche bardature in oro e vestito con un abito scuro, riconosciamo Cosimo il Vecchio raffigurato accanto ai figli: Giovanni, Piero detto “il Gottoso” e Carlo, il figlio illegittimo. Giovanni ha un copricapo blu, Piero il Gottoso è raffigurato su un cavallo bianco e con un copricapo rosso e Carlo è in primo piano, davanti al muso del cavallo di Piero.
Nel corteo di persone che segue, si riconoscono altre personalità. Il Cardinale Enea Silvio Piccolomini, ovvero il futuro Papa Pio II, con la caratteristica cuffia rossa con dettagli dorati. Davanti a Pio II vediamo l’autoritratto di Benozzo Gozzoli, riconoscibile dalla chiara iscrizione in oro del suo nome sul cappello rosso. Sotto di lui vediamo la vera raffigurazione di Lorenzo De’ Medici, lo riconosciamo perché ha il naso pronunciato, accanto al fratello Giuliano. Entrambi sono raffigurati davanti a una donna con un copricapo azzurro: Lucrezia Tornabuoni, la madre. Va specificato che all’epoca della realizzazione degli affreschi Lorenzo era un bambino di circa dieci anni e il nonno (Cosimo il Vecchio) l’aveva designato come erede della famiglia. Infine, su un cavallo bianco e con un ricco abito da cerimonia rosso, intonato a un copricapo del medesimo colore, troviamo Galeazzo Maria Sforza, Signore di Milano. Mentre nell’angolo dell’affresco, su un cavallo marrone e vestito con una casacca verde e un abito rosso, vediamo Sigismondo Malatesta, Signore di Rimini.
Nell’affresco si nota un grande amore per la natura che, infatti, viene realizzata fin nei minimi dettagli. Dietro la cavalcata dei Magi si sta svolgendo una battuta di caccia e, dietro questo aspetto un po’ fantastico, si ha il riflesso di quella che è la realtà toscana.
Sull’altare troviamo raffigurata la Natività ed è una replica dell’originale realizzata da Filippo Lippi sul finire del 1400; l’originale oggi si trova a Berlino.

Nelle fotografie:

  • La parete sinistra (parete ovest) del ciclo di affreschi de “La Cavalcata dei Magi”
  • L’altare con gli affreschi posti a sinistra e a destra
  • Il soffitto posto sopra l’altare
  • Un dettaglio del soffitto posto sopra l’altare
  • La parete destra (parete est) del ciclo di affreschi de “La Cavalcata dei Magi”
  • La parete opposta all’altare (parete sud) del ciclo di affreschi de “La Cavalcata dei Magi”
  • Il soffitto della Cappella dei Magi
  • Un dettaglio del soffitto
  • Il Re Magio Melchiorre raffigurato nelle vesti di Giuseppe II (Patriarca di Costantinopoli)
  • Il Re Magio Gaspare raffigurato nelle vesti idealizzate di Lorenzo il Magnifico
  • Il Re Magio Baldassarre raffigurato nelle vesti di Giovanni VIII Paleologo (Imperatore dell’Impero Romano d’Oriente)
  • Il corteo di persone che giunse a Firenze in quell’occasione
  • Un dettaglio di quanto sia curata la raffigurazione della natura e degli animali nell’intero ciclo di affreschi

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